Tutto Scorre | Panta Rei

La vita è come un fiume che scorre con moto perpetuo tanto che è impossibile “bagnarsi due volte nella stessa acqua”

La metafora vuol esprimere l’impossibilità per l’essere umano di rifare la stessa esperienza più volte e si adatta perfettamente al dinamismo della vita di relazione, di coppia, di famiglia.

I rapporti tra le persone, infatti, sono in perenne cambiamento, le relazioni si modificano sulla base delle esigenze personali e ambientali.

Il ciclo di vita della famiglia mostra come ad ogni una fase corrisponda una nuova crisi – nella doppia visione di “rischio” e di “opportunità” – e quindi la necessità di affrontare nuovi compiti di sviluppo e nuovi “modelli” di relazione.

Dalla formazione della coppia, alla stabilizzazione del rapporto, alla nascita del primo figlio (che trasforma gli sposi in genitori e i loro genitori in nonni), dall’ingresso del bambino a scuola (in cui la famiglia si misura con la società), e dei figli in età pubere e poi in adolescenza, fino alla loro uscita dal “nido” e alle famiglie anziane, i rapporti tra le persone richiedono continui aggiustamenti.

Bisogna essere sempre pronti a rimboccarsi le maniche e a mettersi in gioco. Bisogna essere flessibili, capaci di adattarsi, di trovare nuovi equilibri per mantenere quello che Papa Francesco definisce “spirito famigliare”.

Purtroppo, non tutti siamo così flessibili o, magari, ci sono momenti in cui diventiamo più rigidi per diversi motivi (eccesso di richieste esterne, difficoltà di lavoro, incompleto superamento di compiti di sviluppo nel proprio iter personale, malattie fisiche o mentali, etc); quindi una particolare fase critica può diventare fonte di intenso disagio per la famiglia o per un suo membro. Il rischio è di “disconnessione” di rapporti  – con allontanamenti e vissuti di solitudine – o di “lacerazioni” di relazioni con, a volte, irrimediabili chiusure, nonché dell’emergere di un sintomo in un membro della famiglia.

In questi momenti, è importante chiedere aiuto ad un professionista serio, capace di accompagnarci nel “fare il punto della situazione”. Possiamo immaginarlo come un “essere terzo” nel caso della coppia o “un punto di vista meta” nel caso della famiglia che – con la sua obiettività e competenza – possa riflettere le opportunità dell’evento critico, aiutandoci a comprendere i significati dei nostri comportamenti comunicativi e a sciogliere i nodi dei nostri rapporti. Possiamo pensarlo pure come una “persona a tutto campo” che “metta in gioco” la propria umanità per liberare le capacità di resilienza di ciascuno e del sistema-famiglia.

Quindi, scegliere di farsi accompagnare quando sentiamo che il dinamismo relazionale ha perso fluidità è una mossa umile ed intelligente.

Un approccio sistemico ai problemi, d’altra parte, è utilissimo alla famiglia e alla coppia, ma è risolutivo anche per il singolo che, inevitabilmente, influenza i suoi stessi familiari ed è influenzato dalle sue relazioni più significative.

Entro un sistema-famiglia ogni cambiamento nel comportamento di un suo membro genera un cambiamento nel comportamento di tutti gli altri, per cui un approccio sistemico cura il singolo e cura le sue relazioni.

Heinz Von Foerster[1] insiste sulla circolarità delle interazioni tra persone per cui “nulla è causa di” ma ogni comportamento si sviluppa all’interno di un particolare contesto. Quindi, osservando un sintomo all’interno del sistema in cui è nato se ne può comprendere il significato e modificarlo.

Heinz Von Foerster** è un fisico che ha “dialogato” con biologi, matematici, psicologi, dando vita alla 2° cibernetica (cibernetica dei sistemi osservanti, sistemi viventi capaci di osservare le proprie osservazioni)

Note:

*Noto aforisma attribuito ad Eraclito – filosofo dell’antichità.

**Heinz Von Foerster è un fisico che ha “dialogato” con biologi, matematici, psicologi,.. dando vita alla 2° cibernetica (cibernetica dei sistemi osservanti, sistemi viventi capaci di osservare le proprie osservazioni)

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